mercoledì 28 ottobre 2015

indossabile


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>>

martedì 1 febbraio 2011

gioco balordo

 
E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un via vai frenetico.
 
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.
 
>> Per quanto sta in te  >> Costantinos Kavafis
 

venerdì 21 gennaio 2011


La storia della mia vita non esiste. Proprio non esiste. non c'è mai un centro, non c'è un percorso, una linea. Ci sono vaste zone dove sembra che ci fosse qualcuno, ma non è vero, non c'era nessuno.

>> Marguerite Duras >> L'amante

martedì 18 gennaio 2011

intuizione

 
forse non sono una persona!.. forse sono un trasferello!

domenica 16 gennaio 2011

solitudine


Olive ricordò che inframmezzati a tutto il resto c'erano stati momenti in cui aveva avvertito una solitudine così profonda che una volta, non molti anni prima, mentre si stava facendo otturare un dente, il gesto delicato con cui il dentista le aveva voltato il mento con le dita morbide era stato per lei una tenera gentilezza di una profondità quasi straziante, e aveva deglutito con un mugolio di desiderio mentre le lacrime le spuntavano dagli occhi.

>> Elisabeth Strout >> Olive Kitteridge

giovedì 30 dicembre 2010

con la coda dell'occhio

Ogni donna ha potenzialmente accesso al Rio Abajo Rio, il fiume che scorre sotto al fiume. Vi arriva con la meditazione profonda, la danza, la scrittura, la pittura, la preghiera, il canto, il suono del tamburo, l'immaginazione attiva o qualsiasi attività richieda un'intensa consapevolezza alterata. La donna arriva a questo mondo-tra-i-mondi con il desiderio struggente, e cercando qualcosa che può vedere appena con la coda dell'occhio. Vi arriva con atti profondamente creativi, con la solitudine intenzionale, con la pratica delle arti. E anche con queste pratiche elaborate molto di quanto accade in questo mondo ineffabile resta per sempre misterioso, perché spezza le leggi fisiche e razionali quali noi le conosciamo.

 

>> Clarissa Pinkola Estes >> Donne che corrono coi lupi


mercoledì 29 dicembre 2010

Affogò perché si vergognava a gridare aiuto.

 
>> Marcello Marchesi

 

 

giovedì 23 dicembre 2010

poesia di natale

guardo il natale degli altri

immagino le loro feste le confidenze

arrivo a sentirne il tepore

immagino grandi cristalli di neve arancioni e viola sugli alberi di natale

vedo scambi e bocche aperte vedo i molari

parole rumore canzoni frastuono buio

guardo le mie mani e sono vuote

quello che avevo

l'ho buttato

 

mercoledì 10 novembre 2010

dove noi non vogliamo


Le cose non sono come uno le vede, sussurrò Ramirez. Tu credi che le cose siano come le vedi, tali e quali, senza troppi problemi, senza domande? No disse Harry Magana, bisogna sempre fare domande. Bisogna sempre domandare, e bisogna sempre domandarsi il perchè delle nostre domande. E sai perchè? Perchè le nostre domande, alla prima distrazione, vanno lì dove noi non vogliamo andare. Riesci a cogliere il nocciolo della faccenda Harry? Le nostre domande sono per definizione, sospette. Ma abbiamo bisogno di farle. E' questa la cosa più stronza.

>> Roberto Bolano >> 2666

giovedì 16 settembre 2010

diagnosi

La sofferenza deriva evidentemente da una dilatazione dello stato di vulnerabilità dell'Io, che aumenta con l'aumentare del numero degli oggetti con cui egli si identifica.

 

>> Come diventare un buddha in cinque settimane >> Giulio Cesare Giacobbe

 

questa è la mia diagnosi. il punto da cui parto. fiuta, cerca, cammina, sbanda, giraci attorno innumerevoli giorni, stringi il cerchio sempre più, acqua fuoco acqua acqua, facendo chilometri anziché metri, con le suole consumate e col tempo perso a cercare d'immettermi su un'autostrada, ho trovato la partenza e non è un'autostrada, la mia strada; ma si stende sotto il mio passo.  ora ho capito che da qui può esistere ed io posso farla. che momento.

 

giovedì 9 settembre 2010

attaccamento e non-esistenza del sé

La meditazione sulla vacuità è utile nello sviluppo dell'equanimità. Per comprenderne l'utilità, riflettete su come le emozioni afflittive ci danneggiano. Per esempio, pensate alle conseguenze distruttive della rabbia o dell'odio. La rabbia e l'odio non distruggono solo la pace mentale altrui, ma nuocciono anche a noi. Essi assumo di solito forme aggressive e si esprimono in modo violento. Ma, quando consideriamo altri tipi di emozioni afflittive, come l'attaccamento, esse sembrano tenere e apparentemente amichevoli. Ma sono anch'esse molto distruttive.
L'attaccamento può avere a che fare con il possesso, per esempio pensando "questo mi appartiene" oppure "egli mi appartiene", ma può riferirsi anche a voi stessi, all'io che pensate di essere. L'attaccamento all'io sorge perché vi percepite come qualcosa di concreto, oggettivo e indipendente. E' causa di questa forte adesione alla solidità di se stessi che si sviluppano altri attaccamenti. Allo stesso modo, quando nutrite odio, tendete a vedere l'oggetto del vostro odio come indipendente e concreto. Per esempio, immaginiamo che site arrabbiati con un certo signor Rossi. Se ce l'avete con lui e pensate che sia uno stupido e uno sciocco, in quel momento, lo vedete come un oggetto. Vedete il signor Rossi come se esistesse di per sé, in modo indipendente e concreto. Ma se vi fermate e vi domandate: "dov'è il signor Rossi? Chi é? Il signor Rossi é la sua mente o il suo corpo?", se analizzate un pochino vedrete che è impossibile definirlo. E quando non riuscite a identificare quello che pensavate esistesse concretamente la vostra presa si rilassa. Così quando vi attaccate fortemente a qualcuno, se vi fermate e vi fate le stesse domande, scoprirete di non poter definire una persona concretamente esistente. E questo di nuovo rilassa il vostro forte aggrapparvi. E lo stesso vale se analizzate il forte attaccamento che avete per voi stessi come io individuale.
Se vi fermate e vi domandate: "Dov'è questo io? Dov'é questo me verso cui nutro un attaccamento tanto forte?", non riuscirete a trovarlo. E vi domanderete come avete potuto sviluppare un attaccamento tanto forte a qualcosa che non potete nemmeno identificare. In questo modo vedendo in voi la non-esistenza del sé, potete ridurre l'intensità di emozioni afflittive quali l'odio e l'attaccamento. Quando parliamo di non-esistenza del sé significa che il sé non ha natura oggettiva e indipendente.

>> Verso il Nirvana >> Dalai Lama

quando vieni lasciato pensi di non essere più niente..in realtà non eri niente neanche prima..saperlo in anticipo può aiutare..

mercoledì 8 settembre 2010

provo

qui si può vincere un albo illustrato, io ci provo :)

martedì 7 settembre 2010

meditazione

Pratica spirituale non significa restare seduti in meditazione, senza far niente. Questa non è necessariamente pratica spirituale. Allora, anche i piccioni, quando hanno la pancia piena, meditano. Sono simili agli dei, perfettamente immobili..E' una cosa inutile, che non serve. In un certo senso meditazione significa astensione sensoriale e assenza di pensieri. Ma di per sé, non è gran cosa e non ha grande effetto. Tuttavia, ci sono alcune pratiche, alcune meditazioni, che come base necessitano dell'assenza di pensiero. All'interno di tale assenza, si sviluppa un'altra, più profonda saggezza. E questa è una cosa diversa. Altrimenti, la semplice assenza di pensieri non conta niente
 
>> Dalai Lama >> Verso il Nirvana

venerdì 3 settembre 2010

in questo modo

Sappiamo bene che gli altri condividono le nostre stesse esperienze. Io provo rabbia esattamente come la provano altri. Posso sentire invidia e così gli altri. Non ci sono differenze tra noi, dunque tratto gli altri come me stesso. Non ho nulla da nascondere… sono aperto, diretto. In questo modo, penso si sviluppino fiducia e amicizia.
 

>> Verso il Nirvana >> Dalai Lama

giovedì 2 settembre 2010

saggiandolo nel fuoco

Il Buddha disse chiaramente che tutti i bhiksu e i saggi dovrebbero vagliare le sue parole, come un orefice esamina l'oro lucidandolo, tagliandolo e saggiandolo nel fuoco. Chiese di non accettare i suoi insegnamenti solo per fede.
 

>> Verso il Nirvana >> DALAI LAMA

martedì 31 agosto 2010

é sempre raggiunta

Meditazione è la scoperta che la meta dell'esistenza è sempre raggiunta nell'istante presente.
>> Alan Watts

domenica 29 agosto 2010

E perché mai?


Ogni primavera, faccio le pulizie generali alla mia libreria e elimino i libri che non rileggerò mai più, come elimino i vecchi vestiti che so non indosserò mai più. I miei amici sono strani con i libri. Leggono tutti i best seller, li divorano il più velocemente possibile, penso che saltino un sacco di pagine. E non rileggonno MAI nulla una seconda volta, di modo che un anno dopo non ne ricordano più una sola parola.Eppure, se mi vedono buttare un libro nel cestino o darlo via si scandalizzano profondamente. Secondo loro compri un libro, lo leggi, lo metti nella libreria, non lo riapri più per il resto dei tuoi giorni, ma NON LO BUTTI VIA! SOPRATTUTTO SE HA UNA COPERTINA RIGIDA! E perché mai? Personalmente non riesco a immaginare nulla di meno sacrosanto di un libro brutto o addirittura di un libro mediocre.

>>>> 84, Charing Cross Road >> Helene Hanff

segnalare


Amo le dediche sulla prima pagina e le note a margine, mi piace il sentimento fraterno che si prova sfogliando pagine che qualcuno ha già sfogliato. Leggendo passaggi che qualcun'altro, magari da tempo scomparso, ha voluto segnalare alla mia attenzione.

>> 84, Charing Cross Road >> Helene Hanff

sabato 21 agosto 2010

e ci sono altri


Per tutta la mia esistenza non ho fatto altro che disturbare. Io ho sempre disturbato e ho sempre irritato. Tutto quello che scrivo, tutto quello che faccio, é disturbo e irritazione. Tutta la mia vita in quanto esistenza non é altro che un continuo irritare e disturbare [...] Ci sono quelli che lasciano la gente in pace e ci sono altri, tra i quali anch’io, che disturbano e irritano. Io non sono un uomo che lascia in pace la gente, e nemmeno vorrei avere un carattere del genere

>> Thomas Bernhard

martedì 6 luglio 2010

l’io sta piangendo…

Stai seduta bene. Esci dalla stanza per soffiarsi il naso. Non fare questo, non sta bene. Ma questa povera bambina non sa nemmeno come usare forchetta e coltello! Tira l'acqua la notte, perché se non lo fai sarà più difficile poi pulire. Non tirare l'acqua la notte, svegli altri! Sii sempre carina con gli altri anche se non ti piacciono, non devi urtare la loro suscettibilità. Sii franca ed onesta, se non dici agli altri cosa pensi di loro, questa è vigliaccheria. Coltelli per il burro. È importante usare il coltello per il burro. Coltelli per il burro? Che scemenza! Parla bene. Stupidina! Kipling è meraviglioso! Ugh! Kipling (che schifo).

La cosa più importante è far carriera. La cosa più importante sposarsi. Al diavolo tutti quanti. Sii carina con tutti. La cosa più importante il sesso. La cosa più importante avere soldi in banca. La cosa più importante è piacere a tutti. La cosa più importante è vestirsi bene. La cosa più importante è essere sofisticati e dire quello che non intendi e non farlo sapere a nessuno. La cosa più importante è essere sempre il primo. La cosa più importante è una pelliccia nera di foca e le porcellane e l'argenteria. La cosa più importante essere puliti. La cosa più importante pagare sempre i debiti. La cosa più importante è non farsi battere da nessuno. La cosa più importante voler bene ai genitori. La cosa più importante il lavoro. La cosa più importante è essere indipendente. La cosa più importante è parlare correttamente. La cosa più importante è essere servizievole verso il marito. La cosa più importante badare che i figli si comportino bene. La cosa più importante è vedere le cose giuste al teatro e leggere i libri giusti. La cosa più importante è fare quello che dicono gli altri. E gli altri dicono tutte queste cose.

Tutto il tempo io dice: vivi la tua vita. È questo che è importante. Ma quando io vive la sua vita, gli altri dicono: no, non va bene. Tutti gli altri io lo dicono. È pericoloso. Non è pratico. Andrai a finir male. Naturalmente… tutti lo hanno pensato una volta, come pensi tu adesso, ma imparerai!

Tra tutti gli altri io ne vengono scelti alcuni che formano un modello che diventa me. Ma ci sono tutte le altre possibilità di modelli all'interno di tutto ciò che gli altri dicono, che mi arrivano e diventano altri io che non sono me stessa, e certe volte vincono. Allora chi sono io?

A me non interessa chi sono io. Io esiste, ed è felice. Ma quando l'io è un essere felice, gli altri io dicono: vai a lavorare, a fare qualcosa, a fare qualcosa di valido. Io è felice a lavare i piatti. "Sei pazza!". L'io è felice a stare con gli altri senza dire niente. Gli altri dicono parla, parla, parla, parla. L'io si sente perduto.

L'io sa che certe cose sono fatte per giocarci, non per possederle. All'io piace mettere insieme le cose, lievemente. Separare le cose, lievemente. "Non avrai mai niente!". Fare cose a partire da cose in modo tale che le cose vi prendano parte, metterle insieme con sorpresa e meraviglia. "Non ci si guadagna niente, in questo!".

L'io è umano. Se qualcuno è nel bisogno, l'io dà. "Non puoi farlo! Non avrai mai niente per te! Dovremo pensare noi a te!".

L'io ama. L'io ama in un modo che l'altro io non conosce. L'io ama. "È troppo per essere amici!". "È troppo poco per essere amanti!" . "Non prendertela tanto, è solo un amico. Non è come se tu lo avessi amato". "Come puoi lasciarlo andare? Non lo amavi?". Così, ecco l'io che raffredda il calore per gli amici e scalda l'amore per gli amanti, e si sente sperduto.

Entrambi gli io hanno una casa e un marito e figli e tutto il resto. E amici e rispettabilità e tutto il resto e sicurezze tutto il resto, ma entrambi sono confusi perché l'altro io dice: "Vedi? Sei fortunato", mentre io piange. "Perché piangi? Perché sei così ingrato?". L'io non conosce la gratitudine o l'ingratitudine, e non sa rispondere. L'io continua semplicemente a piangere. L'altro io lo spinge fuori, gli dice: "io sono felice! Sono molto fortunato ad avere una famiglia così bella e una bella casa e buoni vicini e molti amici che vogliono che faccia questo, che faccia quello". Neanche questo è ragionevole. L'io continuo a piangere.

L'altro io si stanca, e continua a ridere, perché questa è la cosa giusta da fare. Sorridi, e sarai ricompensata. Come la foca a cui buttano un pezzo di pesce. Sii carina con tutti e sarai ricompensata. Gli altri saranno gentili con te, questo che renderà felice. Sai che piaci agli altri. Come un cane che viene accarezzato sulla testa perché si è comportato bene. Racconta storielle divertenti. Sii allegra. Sorridi, sorridi, sorridi… l'io sta piangendo… "Non essere triste! Esci e fa' qualcosa per gli altri!". "Esci e stai insieme agli altri!". L'io continua a piangere, ma ormai non lo si sente avverte molto.

Improvvisamente: "Che cosa sto facendo?". "Devo andare avanti tutta la vita fare il clown?". "cosa sto facendo, sto andando a feste a cui non mi diverto?". "Cosa sto facendo, sto con persone che mi annoiano?"."Perché sono così vuota, vuota, riempita di vuoto?". Una corazza. Come mai mi sono andata mettendo questa corazza? Perché sono orgogliosa dei miei figli e scontenta della loro vita che non va abbastanza bene? Perché sono delusa? Perché sento di avere sprecato tanto?

L'io emerge, un poco. A momenti. E poi viene risospinto indietro dall'altro io.

L'io si rifiuta di fare ulteriormente il clown. Quale io è? "Una volta era divertente, ma ora pensa troppo se stessa". L'io lascia cadere molti amici. Quale io è? "È troppo chiusa in se stessa. È un male. Sta perdendo la ragione". Quale ragione?

>> Prologo "Da Persona a Persona" C. Rogers  >>  Barry Stevens