venerdì 14 novembre 2008

occhi


Il mondo era negli occhi dell'altro. Tamar si avvicinò ad Assaf, lo guardò assorta, dimentica di se stessa, come se attingesse qualcosa dai suoi occhi, dal suo viso, dal suo corpo.

>> Qualcuno con cui correre >> David Grossman

giovedì 13 novembre 2008

metamorfosi

ecco un pesce nella rete che si dimena.
nella disperata speranza di trovare uno strappo per sfuggire,
o nella forsennata follia di riuscire a creare uno strappo,
o nella consapevolezza codarda di durare un po' meno,
o perché non posso fare altro,
da quando ho smesso
di essere uno scarafaggio che si finge morto.

mercoledì 5 novembre 2008

un mutamento


Nella vita, qualunque cosa venga realmente accettata, subisce poi un mutamento. Così la sofferenza deve diventare Amore. Questo è il mistero. Questo io debbo fare. Io debbo, da un amore esclusivo, salire ad un amore più grande. Io debbo dare a tutta l’umanità ciò che diedi a lui solo. L’agonia presente passerà, se non uccide. Ma non durerà. Io sono, ora, come una creatura cui sia stato divelto il cuore violentemente…ma… sopporta…sopporta! Come nel mondo fisico, così in quello spirituale, la sofferenza non deve durare eterna. Tuttavia è terribilmente acuta, ora. E’ come se si fosse verificato un avvenimento spaventoso. Se riesco a dimenticare la scossa, a non riviverne più tutto l’orrore, a non ricominciare sempre da capo, diverrò più forte.

>> Diario >> Katherine Mansfield

martedì 4 novembre 2008

quanto a lungo puoi durare?


E I TAMBURI STANNO ZITTI
E LA GRANCASSA TACE
MA I TUOI BAMBINI NON LO SANNO
E CONTINUANO A GIOCARE
chiudi gli occhi e non sai quanto
quanto a lungo puoi durare
chiudi gli occhi e..

>> il gigante e il mago >> da solo >> vinicio capossela

..E BASTA.

lunedì 3 novembre 2008

sguazzarvici


E sapeva, non si era illuso nemmeno per un istante, che lei probabilmente non temeva quei pensieri e nemmeno li fuggiva. A differenza di lui, che gettava un'occhiata e scappava via, ci ripensava e poi se ne dimenticava. Lei dava voce a quelle sensazioni, parlava delle schiere di topi come di vecchie conoscenze. A volte perfino con un sorriso. Assaf aveva quasi l'impressione che Tamar provasse uno strano piacere a sguazzarvici. E quando vide la pagina in cui aveva scritto
cento volte, come per castigo la parola "anomala", gli venne voglia di cancellarla con una grande X e scriverci sopra "rara"

>> Qualcuno con cui correre >> David Grossman